Battaglione anfibio “SILE”

Ultimamente, ad una cena organizzata da alcuni lagunari in congedo che avevano prestato servizio a Sant’Andrea negli anni 1983-84, ho notato un paio di banner, molto ben fatti, con al centro ciò che gli organizzatori dell’evento pensavano fosse lo stemma araldico del battaglione “Sile”.

Sfortunatamente, la storia e l’evoluzione di questo atipico battaglione non è ben descritta nei vari testi che parlano dei Lagunari e, per essere sicuro, sono andato a rileggere due monumentali opere sulla Specialità:

  • venezia e le truppe anfibie. Rosario Mangione, Helvetia Edizioni 1991

  • dai fanti da mar alla forza di proiezione dal mare. Fabio Sorini, Roberto Chiaramonte Editore 2008

Mi rammarico che né il colonnello Mangione né il capitano Sorini siano più con noi per leggere questo pezzo così da confrontare il mio punto di vista con i loro.

Avrei potuto semplicemente descrivere lo stemma araldico ufficiale, così come altre figure associate al battaglione, ma preferisco partire da lontano, convinto che ogni tassello vada osservato e considerato nell’insieme del puzzle di cui è parte. Per comprendere da dove nasce l’esigenza di creare il battaglione “Sile” ed in che modo ha cambiato fisionomia occorre un non semplice lavoro di ricerca.

Come accade per ciascun essere umano, ogni cosa è viziata dal modo in cui si collazionano le informazioni, ecco perché qualcuno potrebbe ravvisare una certa mia inclinazione a leggere i fatti con riferimento agli esploratori, e coloro che li hanno preceduti, in quello che scrivo.

La prima fonte di ricerca moderna è internet. Su Google, alla voce “battaglione mezzi anfibi sile” si legge: …è stato attivo dal 1975 al 1992; assolveva il ruolo fondamentale di trasporto di truppe e materiali in ambiente lagunare e anfibio; supportava le manovre di sbarco e la difesa costiera, operando principalmente dalla laguna veneta, con presidi noti nell’isola di Sant’Andrea e nella base di Cà Vio.

Un’altra ricerca (svolta non ricordo più in quale data) diede il risultato qui sotto riportato:

rovate qualcosa di strano? No? Rileggete con più attenzione… io continuo con la mia cronologia.

Il 20 ottobre 1975, nel contesto della ristrutturazione dell’Esercito Italiano, il reggimento lagunari “Serenissima” quattro battaglioni più altri assetti specialistici è trasformato in Comando Truppe Anfibie, su due solo pedine: il 1° battaglione lagunari “Serenissima” ed il battaglione mezzi anfibi “Sile”.

Quest’ultimo è in pratica la già esistente compagnia trasporti anfibi con l’aggiunta della compagnia comando e servizi ed il comando di battaglione. Per garantire al “Serenissima” di operare nel ruolo di fanteria d’assalto anfibio, il “Sile” accentra tutti i natanti, battelli pneumatici, mezzi da sbarco (MTM/MTP) e mezzi anfibi (LVT-P7) assegnati alla Specialità. Inoltre, nell’organico della propria compagnia comando e servizi si trova ora la squadra Idrografica già del reggimento comprendente i pionieri ed operatori subacquei incaricati delle ricognizioni delle zone di sbarco e della condotta di attività di pre-assalto anfibio.

Lo stemma araldico del Battaglione Mezzi Anfibi “Sile”, adottato nel 1975 all’atto della sua costituzione,

e del Battaglione Anfibio “Sile” dal 1981 al 1987 era così costituito:

  • Elmo legionario: simbolo araldico omaggio alla virtus romana e forte richiamo alle radici storiche delle forze armate Italiane

  • Fregio: costituto da due fucili incrociati (simbolo dell’Arma di Fanteria) e da un’àncora (simbolo della Specialità Lagunari)

  • Scudo: del tipo francese moderno (sannitico), definito inquartato poiché costituito da quattro quarti:  alto a sinistra – Leone alato di San Marco Evangelista alto a destra – Galeazza Veneziana basso a sinistra – Forte di Sant’Andrea basso a destra – fusione tra mare e terra

  • Motto: frase latina “terra marique semper” la cui traduzione corretta è «sempre per terra e per mare»

La descrizione dello stemma araldico si può trovare nel citato libro del colonnello Mangione, così come un esemplare originale è dipinto all’interno della Chiesa della Madonna di Punta Marina, su quella che per noi sarà sempre l’Isola di S. Andrea.

Il 12 novembre 1976 contrariamente a quanto indicato da un’altra ricerca su Google il Presidente della Repubblica Giovanni Leone concede la bandiera di guerra al battaglione mezzi anfibi “Sile”.

Dal momento in cui il battaglione ha cessato di esistere in quanto tale (1992) è conservata nel Sacrario delle Bandiere al Vittoriano di Roma.

Il Battaglione Mezzi Anfibi “Sile” creò anche un medaglione (in metallo pesante, avente diametro di 10 centimetri) che sulla faccia anteriore (fronte) riporta:

uno scudo sormontato dal Leone Marciano (in “moeca” con spada sguainata) avente al centro:

  • un’àncora che poggia su due fucili incrociati (fanteria anfibia)
  • àncora e fucili sormontati da un’elica (mezzi natanti)
  • un piccolo caimano sotto l’àncora (mezzi anfibi)


dentro lo scudo, in alto e in basso, il motto
“per mare per terra sempre dovunque” all’interno della forma circolare, sopra il Leone Marciano la scritta comando truppe anfibie e sotto la punta dello scudo la figura di un nastro con la scritta btg mezzi anfibi sile

L’altra faccia (retro) del medaglione presenta una raffigurazione pittorica delle capacità del battaglione nella condotta di operazioni anfibie.

Innanzitutto, domina le onde di un mare non proprio calmo Nettuno (dio romano del mare e delle acque) che, a bordo di un carro trainato da cavalli, brandisce il suo famoso tridente.

Il resto dell’immagine vuole descrivere l’apporto del battaglione “Sile” alle attività di sbarco:

  • Elicottero, mezzo principale d’inserzione degli operatori e pionieri della squadra Idrografica (ricognizioni e pre-assalto)

  • Gommoni, l’ondata d’assalto

  • LVT, le ondate d’attacco

  • MTM, le successive ondate di alimentazione della testa di sbarco.

Il disegno riportato nella faccia anteriore del medaglione si trova riprodotto anche su adesivi

così come stampato su cartoline per scopi di propaganda e informazione pubblica.

In alcuni testi questo simbolo è erroneamente indicato come lo stemma araldico del “Sile”, che, come visto, non è così.

Nel 1981, a seguito di alcune significative varianti organiche tra cui la trasformazione della squadra Idrografica in plotone Esploratori Anfibi il battaglione assume la denominazione di Anfibio “Sile”.

La perdita del sostantivo ‘mezzi’ denota un sostanziale cambiamento del reparto, in virtù del fatto che ora possiede una pedina dedicata esclusivamente al combattimento: gli esploratori anfibi, appunto.

Il 9 febbraio 1987 in conseguenza della «Riforma Cossiga» lo Stato Maggiore dell’Esercito dirama la Circolare n. 121 (1987) che introduce nuove regole per l’araldica. In pratica, scompaiono i fregi caratteristici delle Armi e Specialità per essere sostituiti dalla “corona turrita repubblicana” (ritenuta più consona al periodo post-1946) uguale per tutti i Corpi ed Enti dell’Esercito.

Ci vuole un po’ di tempo e molta fantasia per capire che si tratta di un simbolo militare e non, ad esempio, lo stemma di comune, magari veneto. Sbaglio? Ad ogni modo, dal 1987 al 1992 anno del suo scioglimento lo stemma araldico del Battaglione Anfibio “Sile” è stato quello qui rappresentato.

Il 13 ottobre 1992, come risultato dei provvedimenti ordinativi riguardanti la riorganizzazione dell’Esercito, il 1° Battaglione Lagunari “Serenissima” e il Battaglione Anfibio “Sile” sono soppressi e i loro reparti confluiscono nel ricostituito Reggimento Lagunari “Serenissima”.

L’eredità operativa del “Sile” è tuttora mantenuta dalla compagnia supporti tattici anfibi (CSTA) stanziata a Sant’Andrea, in quella che per l’Esercito è la Caserma “Miraglia”.

L’emblema a volte riprodotto per ricordare il battaglione “Sile” è in realtà quello della CSTA che, molto probabilmente, è stato trovato sulla pagina facebook della nostra Presidenza Nazionale che cita proprio la compagnia.

Questa compagnia, unica nel suo genere (come lo fu l’allora battaglione di cui mantiene il nome riportato nel nastro centrale in basso e la storica sede stanziale), continua a fornire al reggimento lagunari gli assetti necessari e indispensabili alla condotta delle operazioni anfibie e riverine.

Il suo emblema è costituito da una grande àncora, sormontata dalla corona rostrata, su cui è imposto, al centro, lo stemma araldico del battaglione “Sile”. Il tutto è chiuso ai lati da un caimano e un’ala bianca.

Questo il significato delle figure:

  • àncora plotone mezzi natanti

  • corona rostrata condotta di attività anfibie integrate con la Marina Militare

  • scudo centrale già del battaglione “Sile”

  • caimano plotone mezzi anfibi

  • ala bianca plotone Recon

  • nastro in basso il nome della compagnia

Il fatto di aver vissuto prima, durante e dopo le vicende del “Sile” non fa di me uno storico, ma un testimone privilegiato sì. Ho creduto davvero che il battaglione avesse delle missioni operative da assolvere in supporto ai compiti assegnati al “Serenissima” così come dell’allora 5° Corpo d’Armata. Ecco perché assegno un determinata importanza agli aggettivi assegnati al battaglione e cerco di dare un significato ‘militare’ alle figure che compongono il suo stemma.

Non pretendo che la mia chiave di lettura sia unica e accettata da tutti, chi pensa di avere risposte diverse può rispondermi.

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